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SESTIERE DI SANTA CROCE

Il sestiere di Santa Croce si estende tra Piazzale Roma e il sestiere di San Polo: conta 5.068 abitanti (su 64.211 – circa l’8% – dei totali per la città insulare: Venezia + isole; su 84.703 dei totali per Venezia + isole + Litorale: dati 2015).

Per avere una fotografia del sestiere, registriamo la presenza di:

  • alcune scuole: la scuola d’infanzia “Nido d’ape”, e le due scuole dell’infanzia paritarie, “G.B. Giustinian” e “Capitanio”; la scuola primaria “Manzoni”, e la scuola secondaria di primo grado “Morosini”
  • alcune sedi dell’Istituto Universitario Architettura Venezia (IUAV): la sede centrale ai Tolentini, più le sedi staccate in Campo della Lana e a Ca’ Tron (sede della Facoltà di Urbanistica)
  • la casa circondariale maschile di Santa Maria Maggiore
  • la sede dell’A.T.E.R.
  • alcuni  musei: Museo del Tessuto e del Costume con biblioteca specifica a Palazzo Mocenigo (antica dimora patrizia donata nel 1954 alla città di Venezia); Museo di Arte Moderna a Ca’ Pesaro, il Museo civico di Storia naturale ne Il Fondaco dei Turchi (acquistato nel 1858 dal Comune di Venezia)
  • la Casa del Cinema “Pasinetti”
  • 1 ponte che attraversa il Canal Grande (realizzato nel 2008)
  • 1 terminal che consente l’arrivo a Venezia via strada (piazzale Roma) con alcune autorimesse di cui una comunale
  • 1 terminal con scalo crocieristico e mercato all’ingrosso: Tronchetto
  • un parco pubblico: i giardini Papadopoli (che hanno una estensione di  7500 m²)

 

PUNTO 1: I CONFINI

La suddivisione di Venezia in sestieri risale alle origini della città e si riflette storicamente anche nella composizione di alcune magistrature della Serenissima.

Il sestiere di Santa Croce è delimitato a sud e a est da Rio di San Stae, Rio Marin e dalla prima parte di Rio della Frescada, fino a San Pantalon. A nord dal Canal Grande.

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Nel corso degli anni i confini di questo sestiere hanno subito forti modifiche: per la realizzazione e l’ampliamento di Piazzale Roma e la realizzazione dell’Isola nuova del Tronchetto.

Piazzale Roma

Il Piazzale viene costruito durante gli anni venti del ventesimo secolo, abbattendo molte abitazioni e colmando il Rio di Sant’Andrea che fiancheggiava l’area. L’intera zona viene rifatta in questo periodo. Viene scavato Rio Novo per raggiungere più velocemente Piazza San Marco.

Piazzale Roma rappresenta il punto fondamentale di interscambio tra mezzi pubblici su strada (autobus, tram, taxi) e lagunari. Sono presenti grandi parcheggi a pagamento per chi sosta e ha intenzione di fermarsi in città. Ogni mattina centinaia di pendolari (lavoratori, studenti universitari e studenti delle scuole secondarie di secondo grado) attraversano Piazzale Roma per raggiungere Venezia e altrettanti compiono il tragitto in senso inverso.

Negli ultimi anni Piazzale Roma ha visto:

  • la realizzazione della Cittadella della Giustizia che ha inglobato gli edifici della Manifattura Tabacchi (dal 2014)
  • la costruzione del terminal dei tram (dal 2015)
  • l’ampliamento dell’Hotel Santa Chiara (che ha suscitato non poche polemiche)
  • l’inaugurazione di nuovi alberghi (tra cui ad esempio l’AC Hotel Venezia)
  • un nuovo ponte sul Canal Grande

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Isola del Tronchetto

Il Tronchetto è stata realizzato negli anni ’60, come terminal della rete stradale automobilistica. In quest’area ci sono parcheggi, le aree di sosta per i pullman turistici, la fermata ACTV in cui arrivano e partono anche i ferry boat per il Lido di Venezia. Ci sono numerosi “gran turismo”. Di fronte all’Isola Nuova c’è lo scalo fluviale per lo scarico merci e, accanto, il mercato all’ingrosso sia ittico che ortofrutticolo. Nel 2010 è stato realizzato il People Mover per collegare l’Isola Nuova del Tronchetto alla Stazione Marittima dove arrivano le navi da crociera e a Piazzale Roma.

Stazione marittima di Venezia

La stazione marittima di Venezia si trova tra l’Isola del Tronchetto e Piazzale Roma. Qui sono concentrati 3 terminal: quello delle crociere, quello riservato ai traghetti e quello degli aliscafi.

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Ponte della Costituzione

Un altro cambiamento è stato registrato recentemente (anno 2008) con la realizzazione del ponte della Costituzione (noto a tutti come il Ponte di Calatrava, in quanto costruito su disegno del noto architetto): il quarto ponte sul Canal Grande ha modificato fortemente la viabilità cittadina, spostando pendolari e visitatori sull’asse Lista di Spagna – Strada Nuova, escludendo in parte i sestieri di Santa Croce e San Polo.

Sul ponte imperversano le polemiche da numerosi anni: per i costi (12 milioni circa di euro), per l’ovovia entrata in funzione poche volte e dal 2016 nemmeno una, per i problemi di staticità e la continua manutenzione che richiede.

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Il Ponte è strettamente connesso ai flussi turistici. Collega infatti due punti nevralgici: piazzale Roma e la stazione Santa Lucia che ospita, oltre ai collegamenti ferroviari anche un’alta concentrazione di negozi, bar e ristoranti.

Il ponte ha così un effetto distributivo: induce i turisti che arrivano a Piazzale Roma (via pullman, automobile, e da Tronchetto via people mover) a immettersi in questa direttrice Stazione Santa Lucia – Strada Nuova – Piazza San Marco:

“Suggerisce un tragitto, lo rende appetibile e un po’ l’impone. E così Venezia s’intasa”. (F. Erbani, Non è triste Venezia. Pietre, acque, persone, Reportage narrativo da una città che deve ricominciare (Manni, 2018)

Il Ponte della Costituzione è stato uno dei luoghi individuati dalla Giunta comunale (2018) per posizionare i cosiddetti “varchi” o “tornelli” in una manovra propagandistica di contenimento dei flussi turistici.  Sperimentati nel weekend lungo del 28 aprile – 1 maggio, vengono installati con ordinanza del sindaco Luigi Brugnaro. Nei giorni che si prevedono più affollati (“bollino nero”), in caso di arrivi in massa di visitatori, i varchi (Ponte della Costituzione e imbocco di Lista di Spagna) entrano in funzione, bloccando gli accessi ai turisti. La polizia locale devia il percorso dei turisti verso la sponda sud della città. A residenti, lavoratori e turisti ospitati nelle strutture della città storica l’accesso invece è consentito.

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Propagandati dalla Giunta comunale come il primo esempio di regolamentazione dei flussi turistici a Venezia, i varchi vengono mantenuti per tutta l’estate 2018 senza mai entrare in funzione., per poi essere rimossi a settembre 2018. L’Amministrazione comunale dichiarerà, a motivazione di questo palese fallimento, che la pressione turistica non è mai stata così forte da attivare il blocco.

Nel corso della sessione laboratoriale la prima osservazione riguarda i confini amministrativi del sestiere: le trasformazioni di Santa Croce hanno modificato fortemente l’area. La casa circondariale e l’isola del Tronchetto vengono percepite come estranee. Le problematiche legate a queste zone (proteste dei detenuti, crocierismo…) sembrano ripercuotersi più nel sestiere di Dorsoduro.

PUNTO 2: LA MAPPATURA PARTECIPATA

  • Metodologia  e obiettivi
  • Luogo della mappatura: Teatro di Anatomia, La Vida. Riaperto il 28 settembre 2017 da un gruppo di abitanti che da mesi sta cercando di impedirne la vendita.
  • La sessione laboratoriale di mappatura partecipata permette di “toccare con mano” i luoghi e gli spazi della città e intende favorire il confronto su come quegli stessi spazi e luoghi vengono vissuti da chi ci abita, ci lavora, ci passa, ci va per divertimento…

Le prime impressioni che registriamo sono:

A. Forte vivacità:

Una forte vivacità, è l’elemento riconosciuto da tutti come caratteristica dell’intero sestiere ma in particolare della zona adiacente a Campo San Giacomo. Grazie alla presenza di numerose scuole (nel sestiere stesso o in quello confinante di San Polo), di negozi di vicinato (1 fruttivendolo, 1 ferramenta, 2 negozi di elettrodomestici, 1 accordatore di strumenti musicali, 1 cartoleria, 1 merceria, ecc……) e alla deviazione dei flussi turistici verso l’asse Lista di Spagna – Strada Nuova, questa parte della città è sentita ancora molto “abitata” e vissuta da residenti. Alcuni di essi continuano a utilizzare il campo come spazio comune organizzando tavolate e cene. La vivacità è marcata anche dalla presenza della Festa della Benefica che si svolge a metà del mese di luglio e che richiama tantissime persone nonché numerosi volontari per 10 giorni di seguito.

La vivacità della zona è confermata dalla presenza di alcune realtà associative “relativamente” giovani: Awai, About, Il Caicio, Casa Punto Croce cui si aggiungono la fumetteria Zazà (di recentissima apertura: 2017) e la serigrafia DoppioFondo. Alcune delle quali hanno dato vita all’esperienza di Gatarigole (una festa di vicinato con attività per bambini, baratto dei vestiti, concerti e momenti di condivisione). Ma anche l’associazione I Leofanti (la cui sede non è a Santa Croce) che negli ultimi anni sta promuovendo qui  diverse iniziative: partecipa attivamente alla Festa della Benefica con uno stand e una programmazione tutta sua e organizza il Film Festival dei Leofanti (alla sua seconda edizione) in Campo San Simeon Piccolo. Da sottolineare anche la presa in carico da parte di alcuni abitanti di un’aiuola condivisa proprio in Campo San Giacomo.

B. Pluralità dei punti di vista

Il confronto sulla vivacità porta con sé inevitabilmente l’analisi delle problematiche legate alla convivenza tra giovani e anziani in una città, dal punto di vista urbanistico, molto particolare. L’esempio eclatante è il bar “Da Filo”: punto di aggregazione indiscusso per molti (non solo per la qualità della proposta musicale – rigorosamente tra le 19 e le 21 – ma anche perché rappresenta il vero bar di quartiere in cui il vicinato lascia pacchi, chiavi di casa, si dà appuntamento…). Allo stesso tempo per la popolazione più anziana residente il bar è additato come responsabile del chiasso serale: decine e decine di persone che chiacchierano in calle fino alle ore 22.30 (orario di chiusura imposto a seguito di complesse vicende giudiziarie causate dalle lamentele del vicinato più anziano). Come possono convivere in centro storico giovani e anziani? Quali prospettive per una città come Venezia? Questi interrogativi portano ad analizzare altre parti della città (ripercorrendo la sperimentazione della Marittima a San Basilio, ad esempio, per restare nel sestiere di Santa Croce, ma anche e soprattutto la questione di Campo Santa Margherita dove si concentra la cosiddetta “movida” giovanile).

C. Il luogo “altro” per eccellenza: l’isola nuova di Tronchetto

Il Tronchetto è un’area gigantesca (soprattutto se confrontata con il resto del sestiere). Vissuto come corpo estraneo alla città, è, in realtà, frequentato quotidianamente da una miriade di lavoratori (ufficiali e ufficiosi) impegnati nel trasporto merci e in quello dei turisti (taxisti d’acqua, trasportatori, addetti al piccolo commercio, intromettitori, ambulanti, guide).

Essendo l’attracco giornaliero per le migliaia di turisti in visita a Venezia, questa area è da sempre stata il centro di attività illecite tanto da destare l’interesse della Commissione Antimafia. Maurizio Dianese, cronista di lungo corso del Gazzettino, scrittore e storico osservatore delle vicende della mala del Brenta, ha dedicato al Tronchetto un’analisi approfondita.

La malavita organizzata al Tronchetto c’è almeno da trent’anni. Inizialmente è stata in qualche modo tollerata. Poi quel posto è divenuta una sorta di enclave dove gli operatori turistici che non fanno parte di quel giro sono tagliati fuori. Come di fatto è tagliata fuori la Actv, ovvero la società municipale dei vaporetti che lì ha sì un approdo dal quale però passa pochissima gente lasciando il grosso business ai lancioni privati. (M. Dianese)

Si tratta di “un «business chiuso» che gira attorno alle frotte di turisti che arrivano  in pullman a Tronchetto  e vengono deviati dai mediatori delle compagnie dei barconi a motore «i lancioni» con cui li portano a piazza San Marco «uno dei centri del turismo mondiale». Un sistema su cui

campano decine e decine di famiglie e che a spanne genera un giro d’affari quantificabile in circa duecento milioni di euro all’anno. Un flusso che in parte potrebbe finire ad altri operatori non legati al giro del Tronchetto o addirittura al Comune. Tuttavia tanto per fare un esempio quando passi per l’imbarco di Actv non vedi alcun turista.

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Quest’area è inoltre interessata a un grosso progetto di riqualificazione, presentato dall’Amministrazione Brugnaro (settembre 2018): un piano da 20 milioni per realizzare il progetto  del mercato ittico e ortofrutticolo al pianterreno dell’ex Interscambio (di cui si parla da molti anni), e la sala operativa del comando della polizia locale al primo piano, la  caserma dei carabinieri, (anche questa auspicata da decenni).

Tutto questo ha un prezzo: per poter realizzare infatti questo progetto, il Comune concede alla Società VTRE, che ha costruito mezza Tronchetto, la possibilità di edificare ex novo tre alberghi: due sul lato ovest che guarda Porto Marghera e un altro al centro, nell’area oggi occupata dalle bancherelle per turisti e dai bagni pubblici.

Questa operazione si viene a sommare ai progetti di realizzazione di nuovi alberghi in terraferma, a Mestre, in via Ca’ Marcello a pochi passi dalla Stazione ferroviaria e a Marghera.

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D. Mobilità

Se è vero che a Santa Croce non si determinano ancora percorsi o strade critiche a causa di uno spropositato flusso turistico (come avviene in certe zone di Cannaregio o in prossimità di Rialto e San Marco, dove gli abitanti si vedono costretti a “fare le sconte”, calli nascoste per evitare code e rallentamenti), emerge però il problema del traffico acqueo. Rio Novo risulta essere al primo posto nella classifica di tutta l’area metropolitana, Mestre e zona industriale compresa, per le emissioni di diossido di azoto, a causa dell’eccessivo traffico di natanti (anche tremila al giorno). A Piazzale Roma sostano infatti numerosi taxi che attendono le migliaia di turisti ogni giorno in visita alla città.

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PUNTO 3: FOCUS “INSULA” CAMPO SAN GIACOMO E NAZARIO SAURO

Approfondimento in una parte della città da tutti vista come “ancora abitata” e poco turistica. Ci concentriamo su alcune questioni.

A) VENDITA DEL PATRIMONIO PUBBLICO – LA TRASFORMAZIONE DELLA CITTA’ 

1) Antico Teatro di Anatomia

  • Ente proprietario: Regione Veneto
  • Funzione: ultima funzione rilevata: OCRAD (Organismo culturale ricreativo dei dipendenti regionali), di fatto sottoutilizzato
  • Indirizzo: Santa Croce 1507, Campo San Giacomo dell’Orio
  • Descrizione: si tratta di un piano terra di un palazzetto del XV° secolo. Il palazzetto è ubicato in pieno centro storico, in Campo San Giacomo dell’Orio, ed è dotato  di una porta d’acqua ad uso esclusivo
  • Superficie: complessivamente mq. 192
  • Vincoli: Sottoposto a vincolo artistico, l’unità immobiliare è inclusa nello strumento urbanistico vigente nella scheda 20: “unità edilizia speciale preottocentesca a struttura unitaria”, con le seguenti destinazioni d’uso consentite dalla parte terza della scheda 20/c: “Musei, sedi espositive, biblioteche, archivi, attrezzature associative, teatri, sale di ritrovo, attrezzature religiose”
  • Inserito dalla Regione Veneto nel Piano delle valorizzazioni e delle dismissioni immobiliari 2016-2018. Acquistato per 911 mila euro, con trattativa privata, all’imprenditore veneziano Alberto Bastianello (erede dei fondatori della catena Pam), dopo una serie di esperimenti d’asta andati deserti. (settembre 2017).

Contro la vendita di questo immobile si sono mobilitate associazioni e abitanti.

2) Palazzo Donà Balbi

  • Ente proprietario: Città Metropolitana di Venezia
  • Funzione: Ex Provveditorato (Ufficio Scolastico Regionale), trasferito a Mestre con i suoi 70 lavoratori
  • Indirizzo: Santa Croce, Riva di Biasio 1299/a
  • Descrizione: l’immobile è costituito da tre nuclei di diversa altezza e dimensione. tra loro intercomunicanti ma con ognuno un accesso autonomo. Due di questi sono allineati lungo Riva di Biasio e si affacciano sul Canal Grande mentre il terzo si sviluppa come appendice all’interno ed ha due giardini/scoperti di proprietà esclusiva di notevoli dimensioni
  • Superficie: complessivamente 3037 mq oltre ad aree scoperte per 926 mq
  • Vincoli: Dichiarato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Commissione regionale per il Patrimonio culturale del Veneto (MiBac) immobile di interesse culturale
  • Inserito dalla Città Metropolitana nel Piano delle valorizzazioni e delle dismissioni immobiliari 2016-2018 per 12 milioni di euro. La vendita è stata rinviata al 2018.

Altri immobili pubblici alienati nel sestiere

B) PRESSIONE TURISTICA IN DUE INSULAE VENEZIANE

Per “misurare” la pressione turistica utilizziamo alcuni parametri:

  • l’offerta ricettiva alberghiera: spuntano nuovi hotel! Due nuovi alberghi che si affacciano rispettivamente su Campo Nazario Sauro e Campo San Giacomo da l’Orio. Si tratta di due alberghi con un numero limitato di camere per un’offerta “alta”. Il Santa Croce Boutique Hotel (4 stelle superior, già in funzione) ha 15 camere/suite per un costo minimo di 160 euro a notte. L’Hotel Acquarius (Bespoke Hotel Venezia, di prossima apertura) ha 28 camere/suite e 5 appartamenti di lusso.
  • l’offerta ricettiva extra alberghiera. Per farci un’idea del numero di abitazioni immessi nel mercato immobiliare turistico utilizziamo il sito “inside airbnb” e il geoportale del Comune di Venezia. Alcune osservazioni:
    • L’analisi dettagliata dell’offerta ricettiva extralberghiera propagandata sul portale AIRBNB evidenza che molti annunci sono legati ad agenzie immobiliari. L’aumento esponenziale degli annunci si colloca nel corso del 2014 ma un salto importante si ha tra il 2017 e il 2018.
    • L’analisi del portale del Comune di Venezia evidenza che il moltiplicarsi della offerta ricettiva extra alberghiera è dovuta all’articolo 27 bis della Legge regionale sulle locazioni turistiche (n. 11 del 2013) che di fatto ha agevolato la trasformazione delle affittanze residenziali in turistiche.
    • Nel corso dell’anno 2018 (rispetto all’anno 2017) si registra un cambiamento di tale offerta essenzialmente per : a) l’aumento dell’offerta ricettiva alberghiera ed extra alberghiera in terraferma, a prezzi concorrenziali;  b) l’aumento dell’offerta extra alberghiera nella città storica. Questo comporta la diminuzione dei costi-notte (che non significa quindi una diminuzione delle presenze) e quindi una minore convenienza delle affittanze turistiche per il singolo host.
  • la tipologia di attività commerciali: nelle due insulae si registra una forte presenza di attività legate al tessuto abitativo (negozi di prossimità, botteghe artigiane, supermercati, pizzerie e trattorie locali, sedi associative).

Alcune riflessioni emerse:

  1. Le possibili ripercussioni di quello che potremmo definire “effetto ponte Calatrava” nell’area del sestiere compresa tra il ponte degli Scalzi e Campo San Giacomo. Ci sono conseguenze sul valore degli immobili commerciali? Sulla tipologia delle attività da sviluppare? La presenza di laboratori di giovani artigiani sembrerebbe andare in questa direzione.
  2. La presenza delle scuole crea un effetto cuscinetto sull’area circostante per la presenza dei bambini. Questo ha conseguenze sulla tipologia di attività.
  3. Offerta ricettiva extra alberghiera
  • la presenza di locazioni turistiche non esplicitate si registra attraverso indicatori strumentali (tastierino con codice, indicazione numerica al posto del nominativo…)
  • la presenza di locazioni turistiche esplicitate (insegna regionale) attesta che l’impatto dell’offerta è dovuto alla regolamentazione regionale (articolo 27 bis della legge regionale del 2013) e non all’abusivismo.

 

 

 

 

 

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